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A spasso nel tempo: decennio 1900-1909



Inizia oggi questa rubrica, che vi porterà a spasso nel tempo a conoscere la moda, i trucchi e le acconciature di epoche passate. 
                                                 In carrozza: si parte!!!!


                                                Prima tappa: il decennio 1900-1909. 

Questi sono gli anni della "Belle Epoque", chiamati così per l'ottimismo che si respira. In questo periodo le molte invenzioni e i progressi in campo scientifico e tecnologico assicurarono un'aspettativa di vita più lunga. L'illuminazione elettrica, la radio, l'automobile, la pastorizzazione ed altre comodità migliorano le condizioni di vita e regalano maggiore spensieratezza. 
La catena di montaggio, accelerando le lavorazioni, permette una larga diffusione di beni di consumo, che prima erano ad appannaggio di classi sociali più benestanti. 


 L'Esposizione Universale, che si tiene a Parigi nel 1889,  celebra le scoperte del secolo passato, come spinta per accelerare lo sviluppo di quello futuro. In quell'occasione viene costruita la Torre Eiffel, sia per chiudere l'Esposizione Universale, sia per celebrare il centesimo anniversario della rivoluzione francese. Capolavoro di ingegneria, racchiude in sé l'essenza dell'architettura industriale di quel periodo. 


A partire dal 1905, inoltre Einstein sviluppa la teoria della relatività, uno dei pilastri della fisica moderna insieme alla meccanica quantistica.


Le ferrovie, i transatlantici, i voli aerostatici riducono i tempi e le distanze e le due sponde dell'Atlantico non sembrano così lontane. 


Tutto questo ottimismo contagia anche l'arte, che vede gli artisti impegnati in ricerche di nuovi stili di espressione.


 Si sviluppa l'Art Nouveau, che abbraccia campi più disparati, che vanno dall'architettura alla decorazione di interni, ai tessuti, ai gioielli.


Con la capacità di creare immagini in movimento, il cinema apre una nuova frontiera della narrazione. L'adozione di questo nuovo linguaggio porta una grande rivoluzione. 


Nasce in questo periodo il tempo libero. Le persone vanno in vacanza per rilassarsi e nascono le prime mete turistiche. Molto frequentati anche i cinema, i circhi e i caffè concerto come il Mulin Rouge.
Le strade, illuminate dall'elettricità, permettono di continuare i divertimenti fino a tarda notte. 


La moda risente dell'eclettismo di questo periodo. Ora che un maggior numero di persone è in grado di comprare ciò che prima poteva solo sognare, i grandi magazzini si riempiono di donne alla ricerca di abiti ed accessori fatti industrialmente e a buon prezzo, somiglianti a quelli di alta moda, realizzati per principesse e regine e per le nuove icone di moda, le attrici, le ballerine e le cantanti. 


Il personaggio di Mata Hari nasce in questo periodo, ammaliando con le sue danze orientalizzanti e la sua sensualità.


Ai già numerosi cambi d'abito a cui si sottoponeva la donna vittoriana, si sommano quelli per i numerosi nuovi impegni sociali e culturali, come la tenuta per fare una gita in automobile, andare a teatro, alle corse di cavalli e persino montare in bici. 




Le forme diventano sinuose e molto femminili, che influiscono sui tessuti. Molti artisti collaborano alla realizzazione di stoffe per l'arredamento e per l'abbigliamento, utilizzando stampe, colori pastello e morbidi drappeggi. 



La silhouette della donna cambia ed assume una forma ad S, con l'aiuto di busti molto costrittivi, che appiattiscono il davanti, in modo tale che debba tirar fuori il posteriore oppure indossare una speciale "tournure" detta anche "cul de Paris".
 

Il busto è talmente stretto in vita, che si crede sia il responsabile della dislocazione degli organi interni, e provochi un mal funzionamento dell'apparato digerente e persino vertigini e svenimenti, suscitando critiche dai medici che li ritengono molto pericolosi. 
Nonostante ciò, viene utilizzato durante tutte le ore della giornata e per ogni occasione.


Gli strati di biancheria intima, che una donna di classe sociale elevata deve indossare, sono numerosi e complessi. Servono a salvaguardare il pudore e a conferire al corpo la silhouette di cui abbiamo parlato, modificando in modo innaturale le curve del corpo femminile. 


La biancheria più a diretto contatto con la pelle, camicia e mutandoni, è l'unica parte dell'abbigliamento ad essere lavata regolarmente; per questo motivo viene confezionata con materiali che resistano maggiormente all'acqua. I tessuti sono quindi cotone e lino ed il colore è sempre bianco. Il resto della biancheria è in mussola o seta, con ricami e nastri di raso. 



Le nuove opportunità di lavoro ed il movimento delle suffragette porta una serie di cambiamenti come l'abito a due pezzi che offre maggiore comodità e permette di adottare lo stesso abito in più occasioni, cambiando semplicemente la parte superiore (la robe à transformation).


Le gonne aderiscono ai fianchi e si allargano sull'orlo, creando una forma simile ad un giglio. Le cinture in vita accentuano l'effetto delle curve.  


Prende sempre più piede il tailleur, nato nel 1885, che, da capo pensato per le occasioni formali del mattino, diviene largamente usato. 


In America, diventa icona di moda la Gibson Girl, che è la personificazione dell'ideale femminile, creata intorno al 1890 dall'illustratore Charles Dana Gibson. Queste donne sono belle, vivaci, intelligenti ed emancipate. Veste una blusa di mussola leggera con collo montante e maniche a gigot, molto in volga all'epoca, una gonna lunga e stretta che scende fino al suolo ed un cravattino. I capelli sono acconciati all'insù, ed indossa un cappellino in stile canottiere.  


In testa, le pettinature diventano vaporose sia per l'aiuto di capelli posticci, sia per l'invenzione della tecnica della permanente. I capelli vengono fissati in cima o sulla parte posteriore della testa lasciando libere poche ciocche di capelli resi ricci dalla permanente. 



I cappelli, molto usati sia dalle donne che dagli uomini, hanno una gamma infinita di fogge diverse tra loro.  Con la tesa larga ed inclinati sul capo, vengono ornati con piume, fiori e nastri. 



La pelle viene trattata con creme e lozioni sbiancanti a base di estratto di limone. La pelle bianca, infatti, è sinonimo di agiatezza e prestigio, e le donne delle classi sociali più benestanti passano molto tempo a massaggiare la pelle con prodotti in grado di mantenerla giovane e candida. 






Il trucco, utilizzato per lo più da attrici e ballerine, non è ben visto sulle donne per bene. L'unico tocco di colore socialmente accettato è un tipo di crema lievemente colorato, che viene applicato su guance, occhi e labbra, per essere poi tamponato con della carta assorbente. 




Ed ecco la mia versione dell'outfit di questo periodo. Come base ho utilizzato un fondotinta compatto di Revolution, di un tono molto più chiaro di quello della mia pelle e l'ho fissato con una cipria incolore. Sulle guance, sugli occhi e sulle labbra ho messo il mio rossetto "Lips nude". Un tocco molto naturale di mascara ed un lieve ritocco alle sopracciglia ed il look è completo. 






E dalla Belle Epoque è tutto. Mi auguro che la gita vi sia piaciuta.
 Nel blog ho pubblicato un approfondimento su un personaggio iconico di questi anni, Mata Hari. Vi invito a leggerlo, per scoprire tante stuzzicanti curiosità. 
Buona giornata e vi aspetto in stazione per la prossima tappa: 1910-1919.




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